Sito dedicato alla canapa ma anche al magico mondo delle sostanze psichedeliche ,alla musica trance techno rave discoteche ecc

Sezione
Psicofarmaci

Starbene.ch             Galleria Fotografica             Droghe dure             SezioneCanapa

Psicofarmaci, quando la droga si traveste da medicamento.

Gli antidepressivi si dividono in 5 grandi categorie:

ATC o Antidepressivi triciclici;
I-MAO o Inibitori delle monoaminoassidi;
Antidepressivi atipici o di seconda generazione;
SSRI o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina;
SNRI o inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina

Breve storia degli antidepressivi
Compaiono sul mercato del farmaco poco prima dei tranquillanti. Il potere antidepressivo di alcune molecole venne scoperto casualmente osservando che gli individui ospedalizzati nei sanatori avevano un aumento del tono dell'umore quando venivano trattati con un noto antitubercolare: l'isoniazide, e con un suo derivato, l'iproniazide. Nel 1953 una fotografia pubblicata dalla Associated Press mostrava affascinanti figure femminili, ricoverate in un ospedale per malati di tubercolosi, che danzavano con allegria. Una didascalia sottostante diceva: "qualche mese fa qui si potevano sentire solo i colpi di tosse
dei malati di tubercolosi che, uno dopo l'altro, si spegnevano lentamente". La fotografia annunciava appunto l'immissione sul mercato farmaceutico dell'iproniazide. Ciò che ancora non si sapeva era che il buon umore delle ricoverate non dipendeva dal fatto che la malattia polmonare fosse in miglioramento, ma dall'azione antidepressiva e psicostimolante dell'iproniazide, come poi qualche anno dopo
Nathan Kline riuscì a dimostrare. Dal iproniazide è derivata una delle principali classi di antidepressivi: gli inibitorio delle monoammino ossidasi (IMAO). Poi qualche anno più tardi Kuhn riconobbe le proprietà antidepressive dell'imipramina, sintetizzata da Thile e Holzinger alla fine del XIX secolo e introdotta all'inizio in terapia psichiatrica come antipsicotico. Proprio dall'imipramina è derivata l'altra classe di farmaci antidepressivi, i triciclici (TCA), così chiamatiper la loro struttura molecolare. Ancora più di recente, con il progressivo approfondimento delle conoscenze sul meccanismo d'azione degli antidepressivi e sui correlati biologici dei disturbidell'umore, ai due raggruppamenti iniziali si sono aggiunte sostanze a struttura chimica eterogenea, definiti antidepressivi atipici o di seconda generazione. Il più noto di questi ultimi è il Prozac.
In generale gli antidepressivi fanno parte insieme ai neurolettici della categoria dei tranquillanti maggiori, avendone per altro proprietà e ponendo problemi comuni (esempio: reazioni muscolari e discinesia tardiva) Sono farmaci altamente tossici, in particolare, gli inibitori delle monoaminoassidi (I-MAO, nome  commerciale Parmodalin). Inizialmente la farmacopea psichiatrica utilizzava amfetamine o farmaci stimolanti per affrontare la cosiddetta depressione. Queste sostanze che inducono euforia e senso generalizzato di energia hanno però effetti di breve durata e lo stato di piacere trasforma ben presto in  disforia (ovvero senso di stanchezza fisica e mentale). Anche per la "depressione" come per la "schizofrenia" ed altro vengono proposte un'infinita varietà di ipotesi eziologiche, nessuna delle quali ad oggi sembra convincere del tutto la stessa comunità scientifica. Al di là di tutto, le statistiche fornite dagli psichiatri fissano intorno al 10/20% della popolazione l'entità di tale disturbo. Ciò significherebbe che in Italia il numero dei depressi si aggirerebbe intorno ai 5-10 milioni! Non possiamo chiudere il paragrafo sugli antidepressivi senza accennare ad una sostanza che sta prendendo piede sul mercato del farmaco ed inizia a minacciare, almeno a livello commerciale, il successo delle molecole di sintesi: è l'ipericina. L'ipericina è il principio attivo di una comune pianta di campagna, l'Hypericum Perforatum o Erba di San Giovanni. I poteri psicoattivi di questa pianta sono noti fin dall'antichità, ma, soprattutto a seguito degli studi di Harold Bloomfield, Mikael Nordfors e Peter McWilliams all'inizio degli anni '90, l'iperico arriva oggi a  rappresentare, in Germania e negli Stati Uniti, quasi il 50 % della vendita degli antidepressivi. Tale successo è da attribuirsi principalmente a due fattori: il primo, l'ipericina è sicuramente attiva in molte forme di depressione lieve e moderata. Il secondo, è l'unico antidepressivo che si può acquistare senza ricetta medica. Il suo meccanismo d'azione è approssimativamente simile a quello delle molecole di sintesi e, a dosaggi normali (circa 1 grammo al giorno di iperico titolato, pari al 0,3% di ipericina totale) non presenta effetti collaterali significativi sul piano clinico. Il tempo per l'effetto  antidepressivo è molto lungo (30 - 40 giorni), ma, avendo pazienza, si manifesta. Inoltre sembra che non si presentino seri rischi neppure per il neonato durante l'allattamento, in quanto i metaboliti della molecola sono poco attivi e poco presenti nel latte della madre che ne fa uso. Tuttavia
non esistono ancora studi precisi in tal senso, però le prime osservazioni depongono a favore di un'alta maneggiabilità della sostanza. I punteggi ottenuti in studi controllati in paragone all'imipramina danno valori antidepressivi assimilabili a quelli del triciclico. Le principali ricerche sull'iperico sono contenute in uno studio prima pubblicato in America, poi in Italia nel 1997 (Bloomfield & Coll. - L'Iperico e la Depressione, Longanesi, Milano 1997). Lo psicologo che affronta una forma depressiva può con tranquillità consigliare al paziente l'uso dell'iperico anche senza passare per il parere del medico,
almeno finché saranno in atto le attuali disposizioni legislative. Aspetti clinici dei farmaci antidepressivi In generale i cosiddetti antidepressivi sono psicofarmaci utili nel trattamento della sintomatologia depressiva. In soggetti che non presentano disturbi di questo tipo, i farmaci antidepressivi generalmente non danno alcun effetto psicologico desiderabile, mentre possono comportare una generale sensazione di fatica e alcuni sgradevoli effetti collaterali. Per questo i farmaci antidepressivi non sono oggetto di abuso tossicomanico.In persone depresse, invece, gli antidepressivi si dimostrano spesso capaci di migliorare il tono dell'umore, di sbloccare l'inibizione psicomotoria tipica del depresso, di attivare l'appetito e, in qualche caso, di moderare l'ansia del soggetto.

HomePage       Sezione droga

Ansiolitici

Antidepressivi

Barbiturici

Neurolettici

Immagini Foto-Video Divertenti-Film completi streaming-11 Settembre-Foto Divertenti -Wallpapers-Notizie Curiose-Giochi/Passatempo
Condividi