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Gli antidepressivi di seconda generazione (atipici)
Vengono inclusi in questa classe i farmaci antidepressivi che presentano le seguenti caratteristiche: introduzione sul mercato farmaceutico più recente e in ogni caso successivo a quello della maggior parte dei TCA più classici profilo farmacologico, clinico e tossicologico differente rispetto ai TCA. Questa categoria di antidepressivi atipici (eterocicli) raccoglie un gran numero di molecole, con effetti anche molto diversi. Come abbiamo già detto, il Prozac è forse l'antidepressivo atipico più noto. Maneon, Survector, Lantanon, Trittico, questi i nomi commerciali di alcuni degli antidepressivi atipici più utilizzati. Gli effetti collaterali di questi farmaci sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli degli antidepressivi triciclici e a quelli degli inibitori delle monoaminoassidi.Sia pur ridotti, quando presenti, gli effetti collaterali di questi farmaci sono particolarmente gravi, vengono infatti segnalate discrasie ematiche (Lantanon) o priapismo (Trittico). Un possibile effetto teratogeno ne sconsiglia l'uso durante la gravidanza e l'allattamento. Molta attenzione va posta nella somministrazione di tali farmaci a persone con cardiopatie, epilessia, o ipertiroidismo. Il Prozac Fluoxetina=Prozac La storia del Prozac é tanto affascinante quanto significativa. Il Prozac fu sintetizzato in maniera mirata.I ricercatori della Eli Lilly si dedicarono infatti per anni alla costruzione di una molecola specifica che potesse interagire solo con la serotonina: nacque la fluoxetina. Ecco la storia. Negli anni sessanta il farmacologo Ray Fuller inizio, presso i laboratori Lilly, ricerche chimiche su varie molecole antidepressive al fine di ottenere una nuova formula capace di non interferire con la neurotrasmissione colinergica. Fuller, che aveva in precedenza lavorato sul ratto da laboratorio nel corso di ricerche sul sistema della serotonina, venne a contatto col chimico scozzese Brian Molloy, veterano degli studi sul ruolo dell'acetilcolina nella regolazione delle funzioni cardiocircolatorie. Fuller convinse Molloy ad effettuare un insieme di esperimenti finalizzati all'individuazione di un principio attivo capace di influenzare serotonina e nor-adrenalina (quindi di probabile capacita antidepressiva) senza interferire con la trasmissione colinergica. La famiglia farmacologica di riferimento per gli studi sui farmaci psicoattivi era considerata, in quegli anni, quella degli antistaminici e fu da li che Molloy volle partire. Si trattava ora di approntare un modello utile sull'animale da laboratorio. Lavorava alla Lilly il biologo Robert Rathbun che coordinava un gruppo di studio denominato "gruppo di studio sul comportamento del topo". Rathbun sapeva che vi erano alcuni antistamici che non influenzano il sistema colinergico. Molloy, partendo dalle conoscenze di Rathbun, comincio a dividere le molecole che interagiscono solo con l'istamina da quelle che influenzano anche l'acetilcolina ed arrivo ad enucleare un gruppo farmacologico antistaminico privo di effetti anticolinergici. Ma il fatto di aver circoscritto un nucleo antistamico non anticolinergico non era di per sc un successo al fine di trovare molecole antidepressive. Forse fu il caso ad aiutare Brian Molloy facendogli incontrare due ricercatori che lavoravano in ambito neuroscientifico utilizzando il cervello di ratto e di topo: erano David Wong e Solomon Snyder. Il primo era un consulente della Lilly, il secondo lavorava alla Johns Hopkins University, era un neuropsicologo noto agli ambienti della psichiatria biologica ed era esperto di mappe neurotrasmettitoriali. Snyder era riuscito ad isolare terminazioni nervose (contenenti neurotrasmettitori) ancora attive, omogeneizzando cervelli di ratto e di topo. Aveva dato alle frazioni di omogeneizzato il nome di sinaptosomi. L'aver trovato la possibilita tecnica di lavorare sui sinaptosomi di topo e di ratto sta alla base di ogni successo nelle ricerche di molecole antidepressive che via via si articolarono tra il 1970 ed il 1980. I passaggi tecnici sotto descritti presero il nome di "metodo binding-grinding".
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