marijuana cannabis canapa meglio indica o sativa ? Questione di gusti! Comunque c'è chi...

FREECANNABIS-> Coltivazione-> INDICA  SATIVA

Indica e Sativa ...
Nell' articolo che segue spiegano molto bene le principali caratteristiche dei  diversi  tipi di cannabis . L'articolo è tratto dalla rivista Soft Secrets.
Sativa

Non c'è molto accordo nel mondo scientifico su come
debba essere classificata la Cannabis. Una corrente di
pensiero considera l'esistenza di una sola specie, la
Cannabis sativa; altri preferiscono far rientrare nel genere
cannabis due o tre specie, ed in particolare, oltre la già
menzionata C. sativa anche la C. indica e la C .ruderalis.
Questo sulla base di più o meno marcate differenze nel
pattern di crescita, nell'aspetto, nella colorazione delle
foglie, nella struttura delle cime, nel quantitativo e nella
qualità della resina prodotta ed in numerosi altri caratteri
sistematici. In Italia si tende a classificare come Cannabis
sativa la pianta dalla quale si ricava fibra, mentre per
Cannabis indica s'intende la pianta in grado di produrre
sostanze psicoattive. Così sui verbali di sequestro
ritroverete sempre indicato C. indica, mentre al consorzio
agrario potete acquistare semi di C. sativa. Semplice, no?
In apparenza sì, in realtà il discorso si fa un po' più
complesso, a partire dalla definizione di specie.
Si considerano facenti parte di una stessa specie individui
con caratteristiche simili in grado di riprodursi dando
origine ad una discendenza fertile. Quindi individui di
due specie differenti dovrebbero generare progenie non
fertili (ad esempio l' incrocio tra il cavallo e l'asino da
origine al mulo che, come è noto, è sterile). Proprio per
questo motivo e per la facilità con cui piante indiche
e sative vengono incrociate originando "ibridi" fertili,
personalmente considero le definizioni indica e sativa
più come relative a due "tipologie" di piante differenti
che a due vere e proprie specie. Quando si parla di
indiche ci si riferisce a piante basse e cespugliose, dagli
internodi brevi, con facile tendenza alla ramificazione.
Le foglie sono palmate, molto larghe e di colore verde
scuro. Sono piante che presentano poco "stretch" durante
la fioritura e proprio per questo la struttura delle cime
ne rimane influenzata. La classica cima indica è una
sorta di pallina molto compatta che tende ad allargarsi
piuttosto che ad allungarsi. La produzione di resina è
generalmente molto abbondante non solo sui fiori ma
anche sulle foglie annesse. L'effetto (che nella cultura
anglo-americana diviene lo "stone") è per antonomasia
decisamente corporale, rilassante, in alcuni casi al
limite dell'oppiaceo. All' "ideotipo" sativa vengono
generalmente associate piante dai caratteri opposti.
Piante che raggiungono altezze elevate, con internodi
allungati, che, se dotate di molto spazio nell'intorno,
assumono la tipica forma ad albero di natale. Hanno
internodi molto spaziati e la ramificazione segue
rigidamente la dominanza apicale. Le foglie, verde
chiaro, sono digitate, molto fini. Questa caratteristica
si accentua durante la fase di fioritura, periodo in cui le
sative si allungano molto (vedere una sativa raddoppiare
o triplicare la sua altezza durante la fioritura è normale).
Le cime sono allungate, non molto dense, aerose. Proprio
lo stretch elevato porta alla formazione dei cosi detti
"donkey dick". Le cime del fusto principale tendono a
riempire gli spazi formando una lunga cima apicale che
ricorda appunto una parte anatomica degli asini ( e chi
ha visto un asino maschio sa di quale parte parlo.).
La produzione di resina è minore rispetto alle indiche
e generalmente limitata ai soli tricomi ghiandolari
presenti sui calici. Alle sative si associa un effetto (il
vero e proprio "high") decisamente cerebrale, euforico,
energizzante. Per quanto riguarda il discorso "ruderalis"
si dice che siano piante originarie di latitudini elevate,
in particolare della Russia e che la loro caratteristica
principale sia la fioritura indipendente dal fotoperiodo
e lo scarso contenuto di THC a favore del CBD. Detto
questo proviamo a vedere cosa possiamo effettivamente
trovare oggi sul mercato. La maggior parte (se non la
totalità) degli strain commerciali oggi disponibili (siano
essi legati alla scuola genetica europea o a quella nord
americana) contengono geni che derivano sia da indiche
che da sative. Questo significa che tranne rari casi le
piante presenteranno aspetti sia di una tipologia che
dell'altra e l'effetto sarà sette volte su dieci "bilanciato".
Quindi quando vedete la pianta di un amico bella
tozza, con le foglie "ciciotte", non dite subito "quella
è sicuramente indica" perché potrebbe avere solo quel
determinato aspetto da indica e poi comportarsi per tutto
il resto da sativa, ditegli piuttosto "sembrerebbe un'
indica ma per esserne veramente sicuro dovresti darmene
un po' per assaggiarla." Le differenze tra la tipologia
sativa e quella indica sono legate a differenti percorsi
evolutivi che la canapa ha messo in atto adattandosi
a crescere in climi tra di loro molto differenti. In
particolare le sative sono originarie delle zone equatoriali
e tropicali. In queste zone le condizioni meteorologiche
sono favorevoli alla crescita ed alla riproduzione della
cannabis durante tutto l'anno. Inoltre il ciclo notte-dì
è molto costante tanto che le ore di luce sono sempre
12 (in realtà c'è una variazione di 8 minuti). Questo
giustifica in parte i periodi di fioritura molto lunghi tipici
delle sative. Non dimentichiamo inoltre le temperature
elevate e più o meno costanti, l'umidità elevata
(almeno in alcune zone della fascia equatoriale), le
piogge abbondanti e frequenti, terreni ricchi in sostanza
organica (instabile in quanto facilmente degradabile), e
vegetazione rigogliosa. Quindi ecco piante con internodi
distanziati e cime belle areose per evitare la formazione
di muffe. In quelle zone inoltre troviamo livelli di
luminosità molto elevati. Le piante si sono adattate a
questi livelli assumendo una colorazione più tenue (per
la minor presenza di clorofilla) ma anche sviluppando le
vie biosintetiche che portano alla produzione di pigmenti
accessori necessari per riparare i danni prodotti dalla
grande quantità di luce assorbita (in parole semplici
sviluppano altri colori quali il rosso ed il viola oltre al
verde). Le indiche invece dal canto loro sono tipiche
di climi più temperati. Molto spesso sono state allevate
per secoli in zone montagnose e con climi ostici (basta
pensare ad alcune zone dell'attuale Afghanistan, al
Pakistan, ecc.). In queste aree l'alternanza delle stagioni
è marcata e molto spesso gli inverni non consentirebbero
la sopravvivenza della cannabis, da qui l'esigenza di
fiorire e produrre semi prima dell'arrivo della brutta
stagione. Come fa la pianta ad accorgersi quando è il
momento? Semplice, "vede" le giornate accorciarsi
e percepisce le temperature che si abbassano. Inoltre
le piante indiche sono state allevate (e quindi anche
selezionate) da popolazioni con la cultura dell'hashish
e questo ne giustificherebbe in parte l'abbondanza di
resina. Ancora le zone suddette sono caratterizzate
da venti più o meno forti, scarsità di piogge, terreni
poveri, da cui ne deriva la struttura tipica delle indiche.
La luminosità minore rispetto alle zone equatoriali
favorisce una maggior produzione di clorofilla e le
foglie assumono toni verde scuro. Le colorazioni viola,
se compaiono, sono dovute alle basse temperature e
non a caratteristiche intrinseche. Naturalmente in tutto
questo discorso quando parlo di piante di cannabis mi
riferisco a "landrace" (o razze pure, che si trovano in
natura) e non agli strain in commercio. La differenza tra
i due sta proprio nella capacità della pianta di crescere
spontaneamente in un determinato luogo. Mi sembra che
la selezione operata dai breeder negli ultimi 20 anni sia
volta, quasi esclusivamente, alla creazione di piante che
rispondono in maniera ottimale alla coltivazione indoor,
non tenendo quindi conto delle condizioni ambientali
naturali di un luogo. Non fraintendiamoci, il lavoro
svolto dalle seed bank ha portato a varietà di cannabis
da leccarsi i baffi, solo che non bisognerebbe perdere
le basi da cui si è partiti per ottenere questi risultati.
Questo perché mantenendo i precursori sarà sempre
possibile raggiungere questi risultati, ma è ben più
difficile il percorso inverso. Operando sempre più una
pressione selettiva volta ad aumentare la produzione, il
contenuto in THC, la struttura, mi sembra che si riduca
notevolmente il pool genico della marijuana. Lavorando
sempre con le stesse genetiche e selezionando sempre per gli stessi caratteri si rischia di perdere ciò che la natura e l'uomo avevano selezionato in secoli di lavoro, come
ad esempio la resistenza alle intemperie, alle malattie, ai
climi o troppo freddi o troppo caldi.

Breve Nota  sulla coltivazione
Coltivare Indica o Sativa può essere la stessa cosa se si è alle prime esperienze , probabilmente sono differenze così sottili che un occhio inesperto non riesce nemmeno a notare. Comunque come si legge nell'articolo noi coltiviamo ibridi sativa ed ibridi indica quindi sarà molto difficile che nella nostra coltivazione entri un esemplare 100% sativa . Comunque  riguardo alla preferenza "meglio indica o sativa?" non c'è risposta è questione di gusti infatti esistono indiche molto potenti ,ma anche sative altrettanto potenti quindi è proprio questione di sapore...di gusti! Per quel che riguarda la coltivazione indoor non possiamo non farvi notare come  la sativa sia molto più sensibile a ragnetti rossi  e più in generale è difficile da coltivare  in indoor  rispetto all'indica, personalmente però apprezzo  la sativa per il suo inconfondibile sapore quando viene fumata. Inoltre se coltivate poche piante sappiate che  generalmente la sativa produce  cime più allungate e meno compatte  rispetto  all'indica  quindi anche leggermente meno pesanti. Per il discorso outdoor la storia  cambia completamente, mentre le piante di indica rimangono basse e cespugliose quelle di sativa crescono fino ad arrivare ad altezze di 3,5-4 metri sviluppando ,a volte cime per un totale di 600 Grammi per pianta e anche più...
In conclusione, provate entrambe  e valutate voi stessi cosa sia meglio per voi!!!
Buona coltivazione!!!
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