Scioglimento dei ghiacci,
presto il pianeta sommerso.

Dall'India alle isole del Pacifico, dagli Usa all'Europa: nessun continente è immune dal pericolo dell'innalzamento dei mari previsto nei prossimi decenni. Responsabili, l'aumento della temperatura terrestre e lo scioglimento dei ghiacciai. Anche l'Italia ha di che preoccuparsi. Secondo l'Icram (Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare), che ha studiato la situazione della Versilia, le sue coste rischiano di arretrare di decine di metri in un solo secolo. Sergio Silenzi, del Gruppo cambiamenti globali dell'Icram, commenta: «È facile immaginare i danni a turismo, agricoltura, acquacoltura, proprietà». Una previsione valida anche per le coste basse della Penisola, il 43 per cento circa degli 8 mila km di litorale.  Il Mediterraneo entro il 2090 è destinato a salire di 18-30 centimetri: circa 4.500 km quadrati di aree costiere e pianure finiranno sott'acqua, afferma il climatologo dell'Enea Vincenzo Ferrara. «Il pericolo non è uguale per ogni costa. È maggiore dove ci sono problemi di abbassamento del suolo per fenomeni geologici, come in alto Adriatico e alto Tirreno».
Nel resto d'Europa l'Onu prevede che, se non si interverrà, nei Paesi Bassi verranno inondati alcuni polder (le aree strappate al mare da una gigantesca opera di bonifica) e Venezia, Il Cairo e la Camargue francese dovranno essere abbandonati. Stessa sorte per alcune aree di Louisiana, Russia, Ucraina, Alaska, e per Dacca, capitale del Bangladesh.  Se in questi casi si parla ancora di previsioni, per alcune isole del Pacifico l'innalzamento del livello dell'acqua è già tangibile. Gran parte di Tuvalu, l'arcipelago corallino a metà fra Australia e Hawaii, di recente è rimasto sommerso per un'ora da una colossale alta marea; confermando così le previsioni secondo cui sarà la prima vittima dell'innalzamento dei mari.
Il primo ministro Saufatu Sopo'aga ha detto: «Non abbiamo bisogno di nuove ricerche sull'innalzamento dei mari per dimostrarne la veridicità». Aggiunge Hilia Vavae dell'ufficio meteorologico di Tuvalu: «Vent'anni fa le alluvioni interessavano l'isola solo una-due volte l'anno, ora quasi ogni mese. Una delle isole minori, Te Pukasavilivili, è scomparsa dal 1997».
Queste isole potrebbero davvero essere le Atlantidi dell'era moderna visto che, sostiene l'Onu, rischiano di essere sommerse entro fine secolo. La linea costiera è già erosa, mentre le maree spazzano via alberi e strade. La minaccia marina significa acqua salata che filtra nelle falde, rendendo difficile reperire acqua potabile e per uso agricolo.
Tre città dell'India rischierebbero di essere coperte entro il 2020: Bombay, Calcutta e Madras. Rajiv Nigam, scienziato del dipartimento di oceanografia e geologia dello stato del Goa, nell'ovest dell'India, avverte: «Nei prossimi anni l'aumento del livello del mare provocherà nel solo stato del Goa danni per 180 miliardi di dollari e nel giro di pochi decenni obbligherà all'abbandono di tali città».

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