L'ex fidanzata di Pantani
L'infamante confessione:
"Mi drogavo con lui"
Christina Jonsson si confessa: "Marco ha iniziato a drogarsi per la sopportare la pressione. Mi ha chiesto di farlo con lui se l'amavo, mi ha convinto. Quel periodo è stato un incubo"

ROMA -
"Pantani ha iniziato a drogarsi per sopportare la pressione, per sopravvivere alla situazione che si era venuta a creare. Poi mi ha chiesto di farlo con lui se l'amavo. Era solo e mi ha convinto. Questo periodo è stato un incubo".
E' questa l' infamante  confessione dell'ex fidanzata del Pirata, scomparso lo scorso 14 febbraio a Rimini, Christina Jonsson, al magazine svizzero 'l'Hebdo', ripresa dal quotidiano francese 'Le Parisien'. Secondo la Jonsson "Marco pensava di essere il 'capro espiatorio' e diceva che gli affari di doping si concentravano sul ciclismo per tenere l'attenzione lontano dal calcio, che aveva interessi ben più importanti".
Alla domanda se Pantani si dopasse, la Jonsson risponde: "Come gli altri, credo di si".
La Jonsson ha 28 anni e abita a Losanna, in Svizzera, dove sta provando a rifarsi una vita. E' stata la ragazza di Pantani per sette anni e si è separata da lui nel 2003. Poco prima di morire il 'Pirata' aveva lasciato un biglietto per farle capire quanto gli fosse mancata. "Si lo sò. Ma questo messaggio non mi è giunto. La nostra relazione si è conclusa definitivamente nel 2003".
Per la Jonsson Pantani è stato l'amore della sua vita. "Era la mia prima storia vera. Pensavo di poterlo salvare e che sarebbe riuscito a non fare più uso di droga. Poco prima della sua morte, sentivo un forte bisogno di rivederlo".
La ragazza non si è recata ai funerali del ciclista scomparso. "Avrei voluto rivedere Marco prima che fosse sepolto. C'era anche un funerale riservato alla famiglia ma non sono stata invitata". La loro storia è iniziata nel 1996 in una discoteca di Cesenatico. "Io facevo la ballerina. Una sera Marco è venuto. Aveva 26 anni e si era appena fratturato una gamba e camminava ancora con le stampelle. A poco a poco ci siamo conosciuti. Avevamo paura di vivere in coppia, come da adulti. Alla fine l'ho raggiunto in una villa che lui aveva fatto costruire. Cosa gli piaceva fare lontano dalle corse? Aveva una vita sociale assai limitata -continua la ragazza- adorava le Ferrari, le Porsche, la velocità, l'adrenalina, ma anche le cose semplici. Era molto tradizionalista. Amava la pesca e conosceva i nomi di tutti i pesci.
Cantava spesso con il karaoke ed era appassionato di meccanica. Fino al 1999 smontava e rimontava la sua bicicletta tutti i giorni. Sistemava la sella della bici anche solo per 3 o 4 mm. Senza parlare delle sue scarpe". (22 apr 2004)

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