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Il Pibe de oro potrebbe essere portato a disintossicarsi a Cuba Crisi per Maradona, usata la camicia di forza Attacco isterico del campione argentino in clinica: i sanitari ricorrono a sedativi e allo strumento di costrizione BUENOS AIRES (ARGENTINA) - Si aggravano le condizioni di salute di Diego Armando Maradona ricoverato da qualche giorno in una clinica di Buenos Aires per tentare di disintossicarsi dalla droga. Il campione argentino è stato colto da una violenta crisi di nervi che ha richiesto l'uso di sedativi e della camicia di forza. CAMICIA DI FORZA - Maradona ha più volte gridato di voler essere portato a Cuba. È stato poi sedato con delle gocce grazie alle quali ha recuperato lucidità. Fonti del centro sanitario hanno confermato che i due terapeuti che accompagnano in permanenza l'ex calciatore sono dovuti intervenire energicamente per bloccare, con sedativi ed una camicia di forza, «un attacco incontrollabile di furia» del «Pibe de oro». La situazione è uscita di controllo, si è appreso, quando Maradona ha chiesto inutilmente al medico personale Alfredo Cahe di lasciare la clinica e tornare nel centro «La Pradera» di Cuba dove ha soggiornato a lungo nel recente passato, senza però risolvere il suo problema di tossicodipendenza. RICOVERO - Al riguardo, l'avvocato di Diego, Ricardo Damboriana, ha confermato che la famiglia sta studiando la possibilità di un trasferimento all'estero in previsione di una lunghissima terapia riabilitativa. «La famiglia - ha precisato il legale - sta decidendo in quale posto del mondo trasferirà Diego» perchè «la cosa più importante è allontanarlo dalla droga». Sulle ipotesi fatte, per il momento quella che ha maggiore credito implica Cuba, ma non nella lussuosa e comoda «Pradera», dove vorrebbe andare Diego, ma in una rigida clinica specializzata in trattamento delle tossicodipendenze che si trova a Holguin, a 743 chilometri da L'Avana.
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