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Si sono incontrati per la prima volta lunedì 17 novembre a Roma, vicino alla stazione Termini. Una lunga riunione con 14organizza-zioni presenti: associazioni di volontariato, comunità di recupero cattoli-che e laiche, dal gruppo Abeìe di don Luigi Ciotti a Saman, la consulta delle società scientifiche, i rappresentanti dei Scrt. Alla fine la decisione: nelle prossime settimane nascerà il fronte del no, con un manifesto, tante iniziative locali e una forte mobilitazione politica. Modello, la rete Educare, non punire, nata all'inizio degli anni Novanta per contrastare la legge Craxi-Jervolino-Vassalli sulie tossico-dipendenze, che perse la battaglia in Parlamento ma vinse nel paese con il referendum che liquidò il provvedimento. Ora la battaglia riparte. È il primo effetto della proposta di legge sulla droga firmata Gianfranco Fini: ricompattare il campo di chi si oppone alla equazione tossicodipendente=crimina!e. Un progetto Fini considerato ideologico e repressivo. Contro i giovani e i piccoli consumatori: superata quota 250 milligrammi di cannabis, circa dieci spineili, scattano le sanzioni penali, con la reclusione da sei a vent'anni. Altro punto contestato, la pari dignità tra settore pubblico e comunità private, che diventano l'alternativa alla cella e potranno gestire sezioni speciali anche airinterno delle prigioni. Una mossa che piace moltissimo alle lobby amiche del governo, la potente San Patrignano di Andrea Muccioli in testa, meta di pellegrinaggio del ministro Letizia Mo-ratti, ma fa inorridire gli altri. «Partirà il mercato del recupero. Perché i ragazzi che sceglieranno le comunità come alternativa al carcere diverranno lavoratori a costo zero», prevede don Vinicio Albanesi dì Capodarco. Intanto, denunciano le comunità, mentre lancia la crociata sulle tos-sicodipendenze, il governo con lalegge Finanziaria di quest'anno ha dato un robusto taglio di forbice ai progetti antidroga. Nel 2002 il 50 per cento del Fondo nazionale, 250 miliardi di vecchie lire, è stato dirottato su altre destinazioni e i progetti approvati non sono stati ancora avviati. Ora, con la Finanziaria 2004, la storia si ripete. E non ci sono più le risorse previste peri progetti regionali destinati alla lotta conrro le tossicodipendenze. Sono finite in unico calderone, insieme ai soldi per gli assegni sul secondo e terzo figlio. Sulla lotta alla droga si confrontano due visioni del mondo, quasi uno scontro di civiltà. Da un lato quella di don Pierino Gel-mini, prete amatissimo da Silvio Berlusco-ni e da Fini (fu il suo intervento, si dice, a far saltare l'accordo tra ì) Polo e ì radicali di Eitima Bonino), per il quale «l'adolescente non capisce quello che fa, non può essere lasciato in balia di se stesso». Dall'altro, le associazioni che si ritrovano nel cartello anti-Fini. «Per noi il rapporto pedagogico con Ì giovani è centrale, ma non può essere una costrizione, altrimenti sai-ta tutto il nostro modello», dice Lucio Ba-bolin, presidente del Coordinamento nazionale delle comunità dì accoglienza, il più diffuso sul territorio nazionale. «Non siamo d'accordo con l'equiparazione pubblico-privato. Con la legge Fini alle comunità sì permette addirittura l'accertamento della rossicodipendenza. Il privato fa la diagnosi, accerta lo stato di dipendenza, cura il tossico e alìa fine manda il conto al pubblico. Non ci stiamo». Il modello è un altro. Progetti innovativi, laboratori in cui si sperimenta la collaborazione pubblico-privato, in cui comunità, Sert e prefetture lavorano insieme. Come nel l'h interi and milanese dove, con la benedizione della Regione Lombardia, da un anno e mezzo quattro Asl e i volontari delle cooperative sociali prendono in cura i giovani segnalati dalla prefettura che risultano sconosciuti ai Sert: i consumatori occasionali. «Mettiamo su piccoli gruppi di sette ragazzi, li informiamo sugli effetti delle droghe, cerchiamo di motivarli a non ricadérci», spiega lo psichiatra Alessandro -.ucchini: «La nostra esperienza dimostra :he la cosa più importante è ricostruire un ¦apporto di fiducia. Passare dalla sanzione all'educazione». Un percorso esattamente opposto a quello targato Fini. ¦
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