VALENTINO SULLA FERRARI...
...meglio che Alesi e Berger!
Valentino Rossi non ha dubbi circa il suo futuro. Soprattutto per quanto concerne il tanto ventilato passaggio dalle due alle quattro ruote, ipotesi sbocciata all'indomani del test effettuato dal campione pesarese al volante della F2004 sul circuito prova della Ferrari a Fiorano.
Un test a sorpresa, imprevedibile come il folletto di Tavullia ma, come lo stesso Valentino ha detto, s'è trattato "solo di un gioco". Spegnendo i sogni e le illusioni che avevano tanto fatto discutere dopo l'exploit, seguito alla vittoria di Welkom, la prima del nuovo corso di Rossi in sella alla Yamaha. "Tutti sanno - ha spiegato Rossi - che le auto da corsa sono una mia grande passione. Da piccolo ho iniziato a correre con i go-kart, prima di passare al motociclismo, e avevo sempre sperato di poter provare, un giorno, una Formula 1. Nell'attesa, ho provato anche con i rally, con alterna fortuna. Poi, tutto si è materializzato all'improvviso: a Melbourne ero stato nei box della Ferrari e avevo visto il bolide da vicino".
E' nata lì l'offerta di Maranello? "No, mi hanno chiamato dopo aver visto la sfida di Welkom. Abbiamo fatto tutto in fretta. Ma, ripeto, è stato solo un test-premio, poco più di un gioco e nulla più. Io corro in moto, è un momento particolare della mia vita, ho nuovi stimoli, penso proprio che nel mio futuro non ci sia spazio per le quattro ruote".
Gli appassionati saranno nuovamente divisi tra soddisfatti e imbronciati, tra quel sole sorridente e quella luna imbronciata, da sempre icone del colorato mondo di Rossi. Pur alla vigilia del secondo Gp stagionale, il pilota ha speso molte parole sulla sua esperienza targata Ferrari. "Vabbè, la macchina è un aereo, è semplicemente incredibile... Però - ha ribadito - preferisco la moto".
Cosa si prova a guidare una F1? "Innanzitutto sono due cose molto diverse: il pilota di moto ha più possibilità di "inventare" o per fare qualcosa di diverso. Lì, invece, sei chiuso nell'abitacolo e margini di manovra non ne hai. Però la potenza, la tenuta di strada e la frenata sono impressionanti".
Soprattutto quest'ultima. "Già. Sarà che quattro ruote sono il doppio di due, ma la frenata è totalmente dIfferente e l'auto si ferma molto prima. E poi l'accelerazione: ve la raccomando! Non pensavo m'impressionasse così, anche perchè una F1 e una moto vanno più o meno uguale, cioè impiegano circa 2"4 a passare da 0 a 100 km orari. Però nella Ferrari i 900 cavalli li senti. Eccome se li senti".
Marco Lucchinelli la esorta ad andare in F1, Franco Uncini il contrario: chi ha ragione tra i due ex-campioni del mondo azzurri della 500? "La domanda non si pone. Ripeto: non ho mai preso in considerazione - ha tagliato corto Rossi - l'idea di andare in Formula 1. Ho solo detto che mi sarebbe piaciuto provarla, ho avuto la grande occasione e l'ho sfruttata. Era un test per vedere come va una Formula 1, senza nessun secondo fine".
Però è stata anche una grandissima soddisfazione per Rossi sentirsi dire da Michael Schumacher, a fine test, "Well done, ben fatto!". Un complimento che Rossi, gongolando come un ragazzino, ha ricambiato definendo Schumi, un tempo non molto amato dal pesarese, "simpatico e molto disponibile". Riguardo la gara spagnola, la seconda del Motomondiale, Rossi s'è detto fiducioso. "Nei test invernali la Yamaha s'era comportata molto bene qui, su questa pista magica per me (Rossi ha vinto cinque volte a Jerez negli ultimi otto anni, ndr) e penso quindi che la moto ci sia. Potrebbe essere un altro week-end esaltante come quello di Welkom". Fiducioso è apparso anche Max Biaggi, acerrimo rivale del pesarese. "Sono rilassato e sereno - ha commentato il romano - e l'unico dubbio è quelle del meteo. Se piove siamo a posto con la Honda, che abbiamo provato qui nei test in condizioni di bagnato ma una corsa sotto il sole ci darebbe la possibilità di valutare il livello di competitività e messa a punto in condizioni ottimali. A Welkom siamo stati due uomini al comando, io e Rossi, ed è stata una gara bellissima, due giri in più o in meno e il vincitore potevo anche essere io. Qui vedremo ma penso - ha concluso Biaggi - che anche Checa ed Edwards possano essere della partita". (29 apr 2004)


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