Sezione Ecstasy

                                 
cosa é , cosa fa l'ecstasy 

                                 
Ecstasy   la sola a produrre empatia ed emotività

                                 
Possibili  complicanze causate dall' abuso

                                 
Aspetti farmacologici ed epidemiologici dell'ecstasy

                                 L'ecstasy ed il Rave  (una coppia vincente)

                                 Dizionario Enciclopedico Completo sulle droghe (da scanner )

L'ECSTASY ED IL RAVE
Un approfondimento particolare lo merita l'Ecstasy, sostanza stimolante di origine sintetica da circa un ventennio presente negli stili del consumo giovanile di droga in Italia, dove è stata dichiarata illegale nel 1988.
L'Ecstasy o MDMA (3,4 metilenediossimetamfetamina) ha una storia articolata: sintetizzata per la prima volta nel 1912 dai laboratori Merk in Germania e somministrata durante la prima guerra mondiale ai soldati per ridurne l'appetito e l'astenia, e per aumentare la resistenza fisica, verso la metà degli anni 50 venne ancora sperimentata dalle Forze Armate USA come composto potenzialmente psicotossico.
Alla fine degli anni 60 si è cominciato invece a documentarne la diffusione nell'uso ricreazionale della West-Coast (U.S.A), affermatosi successivamente in Europa attraverso la pratica dei raves, feste che si svolgevano soprattutto a Ibiza e a Londra e nelle quali i partecipanti erano soliti ballare al ritmo martellante e incalzante della musica techno, sostenendosi con il consumo di sostanze sintetiche stimolanti per riuscire a mantenere ritmi di movimento così frenetici per tutta la notte. Come fenomeno di massa il rave si è reso osservabile dapprima in Inghilterra e poi in tutta Europa caratterizzandosi, inizialmente per la scelta di essere out, fuori dai locali e dai circuiti ufficiali (i posti prescelti potevano essere capannoni in disuso, boschi, stabili disabitati), per il tipo di musica, per l'esaltazione del divertimento che doveva essere il più libero, disinibito, intenso, e protratto possibile. La maggior parte dei ravers utilizza sostanze per raggiungere più velocemente uno stato di trance, ma quella preferita è l'ecstasy per il suo effetto euforizzante che amplifica il coinvolgimento già prodotto dalla musica techno e dalle luci stroboscopiche, producendo un rituale di enorme fascino nel quale ogni soggetto vive una esperienza di grande empatia con l'ambiente e con chi gli sta attorno. I ravers non considerano l'ectsasy dannosa, a meno che non se ne abusi: parlano tra loro delle pastiglie, degli effetti sperimentati e sperimentabili, pubblicizzandone il consumo attraverso il passaparola. Non si considerano drogati, né hanno l'intenzione di commettere atti devianti: vivono con grande intensità l'esperienza dei rave e considerano come veri e propri pregiudizi culturali tutti i divieti imposti dalla legge. Il rave ed il consumo di ecstasy hanno a che fare con il divertimento, sino a simbolizzare il diritto al piacere privo di limiti temporali: l'obiettivo condiviso dai ravers è infatti quello di abolire il sonno e la fatica per sfruttare al meglio tutto il tempo libero. Nascono in questo modo gli after hours, discoteche aperte dal primo mattino fino all'ora di pranzo, e pub che diventano luoghi di ritrovo di coloro che escono da rave party o da serate di tendenza. L'adolescente che frequenta i rave di solito è un ragazzo integrato socialmente, che assume sostanze con la convinzione che gli sarà possibile utilizzarle nelle combinazioni e nelle dosi che gli consentiranno di riprendere il lunedì mattina la normale attività scolastica o lavorativa, e scegliendole per gli effetti limitati ai soli momenti di divertimento prescelti. Il rito del rave prevede diversi passaggi: può essere realizzato in luoghi insoliti e impraticabili attraverso una fase preparatoria, sovente circondata da un alone di mistero. Gli stessi inviti hanno loghi e disegni sempre diversi e passano da persona a persona, di mano in mano. Prima del party si contattano le persone con cui andare, si organizzano gli appuntamenti, si dorme o ci si riposa, ci si ritrova e si comincia insieme il viaggio, condividendo l'aspettativa di fare festa, di fondersi in una massa di persone portatrici delle medesime attese. Durante il rave ci si immerge in un contesto organizzato in modo tale da sovraccaricare di stimoli sensoriali l'apparato percettivo. Tutto appare accellerato, ogni cosa è strutturata per rispondere al desiderio di vivere emozioni allo stato puro: giochi di luci, proiezione di immagini di modernità e di rottura, un flusso sonoro giocato soprattutto sul ritmo, che consente un ballo semplice, libero, sfrenato da proseguirsi fino allo sfinimento. In uno stato alterato di coscienza si raggiunge la sensazione di completo benessere e di perfetta armonia con il proprio corpo e con l'ambiente. Infine si impone la fase di uscita dal trance, il ritorno allo stato normale di coscienza, che può essere semplice, ma che può anche essere vissuta in modo penoso e drammatico. Per facilitare il processo di recupero psico-fisico il mercato sia legale che illegale ha così realizzato nuovi prodotti: tra i più usati, le bevande energetiche chiamate smart drinks, smart drugs, che possono contenere varie quantità di caffeina, guaranà, vitamine, aminoacidi ramificati, taurina, efedrina, o altri stimolanti. Alcuni sondaggi condotti tra i ragazzi tratteggiano questo ritratto del consumatore abituale di ecstasy: età media 22 anni, formazione scolastica limitata (tra i laureati è più frequente la sperimentazione, ma non l'uso continuativo), lavora come dipendente, è soddisfatto dei rapporti con i familiari, ha delle difficoltà nei rapporti con i coetanei. Ha provato l'ecstasy per la prima volta a 15 anni, ed è più frequente che siano i maschi a continuare rispetto alle femmine, le quali in misura maggiore rispetto ai coetanei maschi, possono decidere di smettere o di mantenere un consumo solo occasionale. L'ecstasy viene assunta dalla maggior parte dei consumatori in modo non continuativo; quasi sempre la si prende in gruppo, ma non necessariamente solo nelle discoteche e nel week end. Occorre tuttavia ricordare che gli effetti di questa sostanza sono soggettivi e risentono molto dell'ambiente in cui viene assunta. L'ecstasy ha una doppia azione a livello psichico: agisce come stimolante e psichedelico. E' definita "entactogena" cioè facilitante il contatto con il proprio mondo interno, generatore di nuove sensazioni e vissuti. Sotto l'effetto dell'ecstasy i ragazzi riferiscono di sentirsi positivi, ben funzionanti, armoniosi, come se fossero innamorati, tutto appare più bello, e vengono descritti inoltre una sensazione di giustezza universale, pace e gioia diffuse per cui il quotidiano si trasforma in una dimensione affascinante. Gli altri vengono percepiti come più disponibili verso di sé, come se ci fosse una sorta di alone amicale che pervade tutte le persone che in quel momento sono sotto l'effetto dell'ecstasy; si prova sintonia con l'altro, rimozione delle barriere emotive e comunicative, facilità di parola, intensificazione delle percezioni sensoriali, ci si sente bene con il proprio corpo, sinuosi, sensuali negli atteggiamenti, più sinceri, disposti a confessarsi con chiunque, senza imbarazzo o vergogna. I consumatori di ecstasy si possono suddividere grossolanamente in due gruppi: alcuni si riconoscono in una ideologia alternativa e anticapitalista, e vivono l'ecstasy come strumento per ritrovare una dimensione di pace e di fraternità, un migliore contatto con se stessi. Non mancano, specie negli U.S.A., gruppi di sperimentatori motivati da finalità scientifiche o ideologiche, anche se la maggior parte dei ragazzi tende invece semplicemente a imitare i primi, usando alcuni slogan a giustificazione dei loro comportamenti. Altri usano invece l'ecstasy per esprimere con maggiore naturalezza tensioni competitive e aggressive. All'interno di questo contesto gruppale prevalgono particolari dinamiche relazionali basate sull'idea della sfida e del rischio: "solo i migliori ce la fanno e gli altri possono anche perdersi; è una selezione naturale", diceva un ragazzo descrivendo il desiderio, sostenuto dal consumo di ecstasy, di mettersi alla prova in situazioni di pericolosità estrema, per vedere fino a dove si può arrivare. La rissa è spesso cercata anche per motivi fittizi, con motivazioni superficiali tipo "hai una brutta faccia, non mi piaci", e intesa come espressione di vitalità perché consente una scarica della aggressività, e la possibilità di sperimentare la propria forza per esercitare il "diritto" al dominio, e alla supremazia. Le ricerche effettuate evidenziano alcune delle motivazioni più frequenti alla reiterazione della esperienza di assunzione di ecstasy: un umore tendenzialmente depresso con una alta aggressività latente; la ricerca di novità o di gratificazioni; il desiderio di essere immediatamente accettato e di ritrovare un clima di fratellanza con tutte le persone; la possibilità di incontrare persone dell'altro sesso sentendosi più sciolti e sapendo di trovare una maggiore disponibilità; la voglia di divertirsi e ballare il più a lungo possibile e meglio possibile, anche per essere notati, ammirati. Nel corso del rave il consumatore di ecstasy è spinto da diversi fattori ad assumerne anche dosi consistenti: è noto, ad esempio, che il mercato illegale ha provveduto a diminuire la quantità dei principi attivi presenti in ciascuna pasticca per far sì che i ragazzi ne acquistino un numero maggiore per riuscire sia a potenziare che a protrarre l'effetto; per lo stesso motivo i ragazzi possono essere portati ad utilizzare diverse sostanze in combinazione tra di loro (cannabis + ecstasy; ecstasy + alcol, o inalanti, o psicofarmaci) nel tentativo di risolvere gli inconvenienti che derivano dal precedente uso di droghe, e cioè la spossatezza, il calo del tono dell'umore, un brutto "viaggio" successivo all'uso di acidi.
NOTE STORICHE

  • 1914: la MDMA viene sintetizzata nei laboratori Merck.
    - Prima guerra mondiale: La MDMA viene somministrata ai soldati per combattere la fame;
    - Fine anni '60: diffusione dell'uso ricreazionale nella west coast (California, USA)
    - Fine anni '70: La MDMA viene prescritta, da parte di alcuni psichiatri californiani, a pazienti in psicoterapia con difficoltà
    di verbalizzazione;
    - Inizio anni '80: i primi studi di farmacologia animale evidenziano la neurotossicità dell'MDMA; 1985: La DEA (drug enfor-
    cement administration) degli USA vieta la prescrizione e l'utilizzo dell'ecstasy ;
    - 1990:viene fissata la "dose media giornaliera"dell'MDMA in Italia: 50 m

  • * Ringrziamo Jacopo Stroppa per averci fornito il testo  "ecstasy ed il rave" tratto da  :
  •                                    http://www.freecannabis.ch/RAVE PARTY
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