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Complicanze nell'essere umano
Sulla base dei casi riportati in letteratura si tengono distinte le complicanze sistemiche acute dagli effetti neuropsichiatrici indesiderati subacuti e cronici. Le prime costituiscono la temibile sindrome da intossicazione acuta che non solo può manifestarsi alla prima assunzione ma anche in consumatori abituali. Il quadro clinico è caratterizzato da irrequietezza, confusione mentale, alterazione della coscienza, iperriflessia, mioclono, convulsioni, pallore cutaneo, piloerezione, midriasi, secchezza alle fauci e sintomi gastro-intestinali tipo nausea e diarrea.
Nei casi più gravi si osserva rabdomiolisi con mioglobinuria (la distruzione del muscolo scheletrico con perdita di emoglobina nelle urine), insufficienza renale acuta (IRA), coagulazione intravascolare disseminata (CID) e ipertermia la cui insorgenza è favorita non solo dalla sostanza ma anche dall'attività fisica prolungata (il ballo) in ambienti sovraffollati, caldo-umidi e con ventilazione insufficiente. Frequenza cardiaca e pressione arteriosa sono elevate, e possono presentarsi severe aritmie con ipotensione fino allo shock.
Per molti di questi effetti manca una chiara correlazione con la dose di sostanza assunta. L'epatotossicità, sporadicamente segnalata, potrebbe essere attribuibile anche a contaminanti e impurità, presenti nelle preparazioni da strada, ma l'ipertermia e la CID possono correlarsi con compromissione epatica. Nella maggior parte dei casi la prognosi sembra legata alla rapidità del controllo dell'ipertermia e il trattamento deve essere posto in atto entro le prime ore dopo l'assunzione; esso è finalizzato al mantenimento delle funzioni vitali ed al controllo della sintomatologia.
La lavanda gastrica, seguita dalla somministrazione di carbone attivo, è efficace solo se tempestiva. L'MDMA sembra provocare il rilascio di ormone antidiuretico (ADH) e la contrazione della diuresi, accompagnata dalla tendenza compulsiva a bere liquidi può contribuire alla comparsa di edema cerebrale. L'assunzione di bevande isotoniche (cioè con concentrazione salina fisiologica) e di fluidi salini riducono il rischio di eccessivo assorbimento cellulare di acqua e garantiscono il ripristino dell'equilibrio idroelettrolitico.
Superate le prime 72 ore dall'episodio acuto, qualora permangano sintomi premonitori degli effetti neuropsichiatrici subacuti può essere indicato favorire la trasmissione serotoninergica mediante gli SSRI (degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Gli effetti subacuti, la cui durata deve per definizione essere inferiore a un mese, sono insonnia, sonnolenza, anoressia, depressione, ansia e irritabilità.
Non di rado in soggetti con anamnesi positiva per uso di Ecstasy si riscontrano crisi ricorrenti di panico, flashback, turbe della memoria, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, depressione. Attualmente è possibile formulare ipotesi di trattamento più che offrire un efficace arsenale terapeutico, ma la somministrazione degli SSRI a dosaggi elevati e per lunghi periodi si è dimostrata in molti casi capace di contenere queste manifestazioni neuropsichiatriche indesiderate. Misure di controllo Gli attuali timori intorno alla pericolosità di queste sostanze sono avvalorati dalla dimostrazione che il modello rigenerativo degli assoni serotoninergici presenta, soprattutto nella scimmia, profonde alterazioni rispetto alla norma, tanto più che questi dati sembrano trovare indiretta conferma nelle osservazioni effettuate sull'essere umano mediante tecniche di neuroimmagine.
Non si può escludere che solo in alcuni individui particolarmente vulnerabili venga superata la soglia di evidenza clinica del danno neuronale, ma neppure che nell'uomo la neurotossicità possa manifestarsi in maniera lenta e insidiosa.
Esiste poi la possibilità che nel tempo preparazioni e modalità di assunzione di queste sostanze subiscano modificazioni tali da ribaltare completamente l'attuale opinione intorno alle proprietà tossicomanigene dell'Ecstasy così come in un recente passato è avvenuto per la cocaina. Fin dal dicembre 1996 l'ONU ha fatto osservare mediante una nota informativa che i derivati amfetaminici costituiranno con ogni probabilità uno dei principali problemi di droga del secolo appena iniziato. La semplicità della loro struttura, la grande facilità di ottenere i precursori necessari e l'accessibilità delle informazioni relative alla fabbricazione sono altrettanti fattori che certamente non facilitano le azioni preventive. L'ONU ha proposto un rafforzamento delle sanzioni previste per la fabbricazione e il traffico di queste sostanze e ha chiesto con forza ai governi di fare in modo che gli ingredienti di base siano meno accessibili.
Negli ultimi anni molti governi europei hanno optato per una politica di harm reduction (riduzione dei rischi) con lo scopo d'informare e mettere in opera diversi mezzi per limitare le conseguenze che possono accompagnare il consumo di Ecstasy in attesa che, come è auspicabile, siano concordemente messe a punto misure più efficaci per contrastare la diffusione di queste sostanze. Sulla base di studi di valutazione del rischio e di opinioni formulate dalla Commissione Europea, la decisione del Consiglio, datata 13 settembre 1999, ha determinato che anche la 4-metiltioamfetamina (4-MTA), sia sottoposta a misure di controllo in tutti gli Stati membri dell'UE.
Altre droghe sintetiche, come la parametossiamfetamina (PMA), la parametossimetilamfetamina (PMMA), la 2,5-dimetossi-4 etiltiofenetilamina (2-CT-5) e la 2,5-dimetossi-4-(n)-propiltiofenetilamina (2-CT-7), sono state recentemente individuate grazie ai meccanismi di "preallarme" messi a punto a livello europeo e sono attualmente monitorate congiuntamente dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) e dall'Europol, in stretta cooperazione con la Commissione Europea e con l'Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali (EMEA).
La 4-MTA, il cui nome gergale è flatliners, è strutturalmente simile alle amfetamine e a essa si attribuiscono effetti psicologici simili a quelli dell'MDA e dell'MDMA. La manipolazione dell'anello fenilico in posizione 4 ne ha aumentato le proprietà serotoninergiche: essa blocca il riassorbimento della serotonina e agisce da potente inibitore delle monoaminossidasi (MAO) tanto da essere in grado di determinare la comparsa di una sindrome serotoninergica che nei casi più gravi può portare al coma e alla morte. In forma di tavolette color crema contenenti circa 125 milligrammi di principio attivo, è piuttosto popolare in Gran Bretagna, Olanda e Belgio.
Sebbene la 4-MTA sia spesso definita "non neurotossica", questa affermazione è da considerarsi del tutto infondata: è certo invece che questa sostanza risulta pericolosa per l'uso umano.
La PMA e la PMMA hanno proprietà stimolanti e allucinogene e a esse si attribuiscono un certo numero di morti per ipertermia e/o emorragia intracranica in Canada, Australia, Stati Uniti, Norvegia e Danimarca. Tanto la PMA quanto la PMMA vengono ritenute potenzialmente neurotossiche sui neuroni serotoninergici cerebrali e risultano essere commercializzate come Ecstasy in forma di tavolette.
Verso la fine degli anni Novanta hanno fatto la loro comparsa sul mercato dell'illecito la 2-CT-5 e la 2-CT-7. A esse si attribuiscono effetti allucinogeni e per questo motivo talvolta sono vendute al posto della 4-bromo-2,5-dimetossiphenetilamina (2-CB) o del suo analogo 4-bromo-2,5-dimetossi-a-metilphenetilamina (DOB). Secondo le attese, anche a 2-CT-5 e a 2-CT-7 sono stati attribuiti incidenti e complicanze talora mortali.
La saga dell'Ecstasy e delle cosiddette nuove droghe sembra destinata a continuare: centinaia di molecole, della maggior parte delle quali si ignorano completamente effetti e tossicità, possono essere sintetizzate e immesse sul mercato.
Essendo del tutto utopistico ipotizzare una consapevole presa di coscienza da parte di chi a vari livelli organizza la loro produzione ed il loro commercio, ogni possibile meccanismo di controllo e la più estesa informazione sui possibili rischi unitamente alla auspicabile prevenzione di ogni forma di uso devono esser tenute nella massima considerazione.
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