La criminalizzazione dei consumatori di canapa lede la
società  Onde mantenere il divieto della canapa si minacciano, infliggendone a migliaia, conseguenze negative. In tal modo lo Stato causa maggiori problemi rispetto alle persone di quanto ne causa il consumo stesso:
 Nel 2000 in Svizzera si sono contate 30'000 denunce per uso di canapa. Il numero di poliziotti, procuratori e giudici è limitato, Ognuna di queste denunce ha impedito alla giustizia di contribuire al chiarimento di reati "reali".
  I lavoratori dipendenti che perdono il posto in seguito ad una procedura penale diventano spesso dei casi sociali. Essi non sono più in grado di pasare le tasse e costano invece allo Stato migliaia di franchi di assistenza sociale.
L'obiettivo del divieto é utopico
Nessun paese al mondo e riuscito ad eliminare il consumo dì Cannabis sul suo territorio.
 La proibizione della canapa è stata emanata negli USA già 63 anni or sono. Per la produzione ed il commercio di canapa possono venir infitte pene sino all'ergastolo. Tuttavia negli Stati Uniti non ci sono mai stati così tanti consumatori di canapa come oggi- Oltre 80 milioni di americani hanno avuto esperienze con la canapa-li mercato nero favorisce la criminalità
II perseguimento penale fa sì che i prezzi, esentasse, salgano alle stelle. Ciò garantisce ai criminali che partecipano con successo al contrabbando ed al commercio un alto margine di guadagno. La proibizione ha così suo malgrado l'effetto di una sovvenzione statale per il crimine. I guadagni provenienti dal commercio di stupefacenti vengono poi ripuliti tramite imprese legali minando così l'economia onesta.
 Sin dal suo arrivo in Svizzera la canapa ha subito un rincaro di circa il 1000 %, poiché occorre compensare con alti margini il rischio dovuto alla sua importazione, esportazione nonché al suo trasporto e commercio.
Il divieto impedisce la protezione dei minori
Solo un commerciante che opera nella legalità, come per es. un canapaio, che potrebbe perdere la licenza qualora infrangesse le regole per la vendita, ha l'interesse pecuniario di non vendere canapa ai minorenni. Un criminale, che ha comunque già un piede in salerà, non ha tali scrupoli. Qualora i consumatori di più di 18 anni avessero l'occasione di rifornirsi di canapa da fonti legali e affidabili la maggior parte degli operatori del mercato nero sarebbe costretta a rinunciare per mancanza di clienti, il che a sua volta renderebbe più difficile la possibilità di rifornimento di canapa da parte dei minorenni. La tutela offerta dalla proibizione della canapa viene quindi a mancare proprio là dove sarebbe più necessaria.
Il divieto della canapa si basa su premesse sbagliate e su menzogne
Le motivazioni relative al divieto dell'uso della canapa sono mutate più volte nel corso degli anni. Nessuna di queste corrisponde a verità.
 Quando furono emanati i primi divieti della canapa non si è affatto citato che essa potesse essere una droga d'iniziazione. In effetti tale motivazione fu introdotta solo dopo che i motivi prima addotti per la proibizione furono negati dalle prove scientifiche.
  Egitto e Sudafrica motivarono negli anni 1923-1925 la richiesta di una parificazione della canapa all'oppio soprattutto affermando che la canapa porta i suoi fruitori alla pazzia. E' possibile che il consumo di canapa possa scatenare in alcuni sosgetti delle psicosi, tuttavia queste ultime sono dovute in senere ad altri motivi, fra cui la predisposizione ad esse.
  Negli USA ed in altri paesi la proibizione venne dapprima giustificata affermando che il consumo di canapa porta ad atti criminali, in particolari ad atti violenti quali l'omicidio. La canapa venne così  considerata un'"erba assassina".  Quando tale argomentazione, inaccettabile e mai dimostrata, venne poi osteggiata vieppiù da scienziati ed esperti, la si sostituì con il suo opposto e cioè con l'argomentazione che la canapa rende abulici e passivi.
 Ogni grande ricerca scientifica inerente la canapa svolta negli ultimi 100 anni si è pronunciata contro la criminalizzazione dei consumatori:
- Commissione indiana sulle droghe basate sulla canapa (1894)
- Commissione La Guardia di New York (USA, 1944)
- Rapporto Baronesse Wootton (Gran Bretagna, 1968)
- Commissione Ledain (Canada, 1972)

  • Rapporto della Commissione Federale sulla canapa (Svizzera, 1999)
Rapporto SFA/ISPA (Svizzera, 2001)
- Rapporto sulla canapa del Ministero della salute belga in collaborazione con i ministeri della salute di Germania, Francia, Svizzera, Olanda (Belgio, 2002).
Tutti questi studi sì sono chiaramente espressi contro la proibizione e per la depenalizzazione della canapa.
Possibilità per l'agricoltura svizzera
II consumo intemo stimato di sostanze psicoattive basate sulla canapa è pari a 100 tonnellate circa.
  •  A seconda della superficie di coltivazione ammessa una regolamentazione in merito potrebbe rappresentare per molte famiglie contadine un importante guadagno supplementare. Inoltre occorre tener conto del fatto che solo il 15% della pianta di canapa viene utilizzato per prodotti psicoattivi, il resto rappresenta una biomassa di alta qualità che può essere utilizzata per altri prodotti. Una regolamentazione che statuisca l'obbligo per il contadino produttore di canapa di lavorare l'intera pianta potrebbe offrire possibilità sinora impensate.