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I recettori degli oppioidi endogeni
Per capire la farmacologia degli oppioidi, è bene partire dalle strutture cellulari su cui essi agiscono. Negli anni '70, furono isolati sulle membrane cellulari dei mammiferi - principalmente nel sistema nervoso centrale (SNC) e nell'intestino - i cosiddetti recettori degli oppioidi. Una volta scoperti i recettori, fu ovvio mettersi a cercare le molecole endogene capaci di legarsi ad essi e di attivarli: non si poteva infatti pensare che la natura avesse previsto nei mammiferi recettori specifici per sostanze presenti solo nei papaveri! Dovevano esistere anche nell'organismo dei mammiferi dei composti capaci di legarsi ad essi. Furono così scoperte diverse sostanze di natura peptidica, subito battezzate andorfine ("morfine endogene"), dotate di azioni sotto molti aspetti simili a quelle degli oppiacei naturali.
Tipi diversi di recettori e di peptidi oppioidi endogeni
I recettori cellulari degli oppioidi vengono classificati in almeno tre tipi fondamentali - (mu), K (kappa), Ó (delta) - e in diversi sottotipi. Quelli più importanti ai fini dell'analgesia e dell'euforia, e quelli su cui agiscono tipicamente la morfina e l'eroina, sono i recettori p, dell'encefalo. I recettori li, sarebbero responsabili della depressione
I I respiratoria e della riduzione della motilità gastrointestinale. I recettori K, localizzati prevalentemente nel midollo spinale, sono implicati nell'analgesia a un livello diverso dai e se attivati da farmaci possono produrre sensazioni di ansia e malessere (disforia) e persino allucinazioni. II ruolo dei recettori ó è ancora poco conosciuto. I peptidi oppioidi endogeni scoperti fino a oggi appartengono anch'essi a tre classi: encefaline, endorfine e dinorfine. Le encefaline e le dinorfine spesso si trovano nelle stesse aree del SNC, e sono particolarmente abbondanti nelle strutture cerebro-spinali implicate nella percezione del dolore, nella modulazione del comportamento affettivo-emozionale e nella regolazione del sistema nervoso autonomo e delle funzioni neuroendocrine. Le encefaline si trovano anche nei plessi nervosi e ghiandole dello stomaco e dell'intestino, e nella midollare del surrene. Le endorfine, invece, hanno una distribuzione più limitata e si trovano solo in poche aree del SNC, nell'ipofisi e nelle cellule insulari dei pancreas. Il loro studio è in corso, e i risultati non sono ancora conclusivi. In estrema sintesi, si può dire che esse agiscono essenzialmente in tre modi: come neurotrasmettitori, come modulatori della trasmissione dell'impulso nervoso e come neuro-ormoni. Negli ultimi anni, si è scoperto che probabilmente la stessa morfina e alcuni suoi derivati sono presenti nei tessuti dei mammiferi
Tutto questo getta ovviamente una nuova luce sugli oppiacei: sostanze simili, Addirittura identiche, a queste droghe così temute sono naturalmente presenti nel n ostro corpo, con funzioni complesse che solo da pochi anni si stanno studiando in profondità.
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E allora, nulla vieta a questo punto di pensare che il diversissimo grado di attrazione che gli oppiacei esercitano sulle diverse persone - che si traduce in atteggiamenti che vanno dal rifiuto all'indifferenza, all'uso sporadico e occasionale, all'uso quotidiano, fino al desiderio incontrollabile e alla ricerca c ompulsiva - possa dipendere almeno in parte dalla personale situazione biochimica di ciascuno, dal nostro personale equilibrio interno fra la disponibilità di peptidi oppioidi endogeni, il numero o le caratteristiche dei recettori, la risposta di certe vie nervose, la velocità di certi processi metabolici...
molte persone trovano (a volte imparano col tempo a trovare) piacevole l'effetto tranquillizzante degli oppiacei, anche se in genere solo dopo un po' di esperienze iniziali non gradevoli (nausea, vomito, sonnolenza). Ma solo pochissime provano
in tal caso, sembra, fin dalle primissime volte - un'euforia travolgente, a cui spesso non saranno più disposte a rinunciare. Personalmente sono convinto - e no.- parlerò più ampiamente nel prossimo capitolo - che un buon numero delle persone che si innamorano dell'eroina "al primo buco" o quasi sono persone che in qualche modo stanno molto male, ma che. fino al fatale incontro con l'eroina neppure sapevano distar male. Per loro, quello star male è la condizione in cui hanno sempre vissuto, e non possono quindi riconoscerla confrontandola con uno stato diverso, uno star bene naturale. L'esperienza dell'eroina è per loro l'improvvisa sensazione che un grosso peso è stato tolto, che qualcosa che mancava, che stonava che disturbava nella loro percezione di se stessi è stato finalmente messo a posto. È un enorme sollievo, e giustamente queste persone lo descrivono come una sensazione di estremo benessere. Non credo che ci siano ancora elementi scientifici per dire che la condizione di base di queste persone è uno squilibrio c esssenziale del sistema endorfinico, ma è lecito supporre che di ciò si tratti in molti casi, e spero che la ricerca possa presto chiarire questa materia delicata. Ovviamente se ciò si dimostrerà vero, dovremo guardare con tutt'altri occhi |
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All'uso degli oppiacei come "droghe" e alla violenta, spesso crudele repressione , le è stata imposta. Magari non si arriverà a sostenere che proibire a certe persone l'uso di questi farmaci è un po' come proibire a un diabetico l'uso di insulina ma ci si dovrà pentire delle vessazioni e delle sofferenze ingiustamente inflitte agli "eroinomani" (e indirettamente non solo a loro), come oggi ci si pente di quelle un tempo inflitte - anche allora in nome della salute pubblica e dell'ordine sociale - agli untori o alle streghe.
Starbene.ch ..... RisorseFree ..... AntonioStroppa ..... Maryuana.org .... Mariuana.com .... Le mie foto
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