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La scoperta della morfina iniettabile

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La morfina iniettabile
Dopo la sua scoperta, in un primo tempo la morfina viene somministrata - come l'oppio - in soluzione da prendere per bocca, ma intorno al 1850 Charles-Gabriel Pravaz e Alexander Wood iniziano a somministrare regolarmente morfina per mezzo di una siringa ipodermica. La siringa entrerà rapidamente nell'uso comune. segnando la più grande rivoluzione nella storia della somministrazione dei farmaci. E nel mondo spazzato dalle guerre, la morfina è il primo farmaco ad essere dato regolarmente per iniezione. Nella guerra di Crimea (1854-5), nella guerra di secessione americana (1861-5), nella guerra austro-tedesca (1866), nella guerra franco-tedesca (1870-1), essa si afferma come farmaco essenziale e insostituibile per affrontare il dolore delle ferite e degli interventi chirurgici, e probabilmente si guadagna sul campo l'appellativo di God s own medicine - medicina di Dio. In un primo tempo, anzi, ad alcuni l'iniezione sembra un modo efficace per evitare l'assuefazione già osservata negli "opium eaters" e "morphine eaters". Ma questo verrà rapidamente smentito. In America un gran numero di reduci della guerra di secessione - forse 45.000 - diventano "morfinomani", tanto che l'abitudine alla morfina verrà conosciuta come "soldier's disease", malattia del soldato. Proprio dopo questa evidenza si cominciano a lanciare i primi avvertimenti e le prime raccomandazioni di prudenza nell'uso della morfina, fino ad allora assolutamente indiscriminato.
H.H. Kane, uno dei primi medici americani a condannare l'uso voluttuario dell'oppio, nel suo The hypodermic injection of morphia (1880), dopo aver denunciato i pericoli dell'uso cronico, e aver dettato regole essenziali per la prevenzione degli abusi, lista tuttavia ben 54 malattie in cui l'uso ipodermico della morfina deve essere considerato utile: anemia cerebrale, asma, bronchite, colera, cancro, cistite, febbri persistenti, convulsioni isteriche, cardiopatie, delirium tremens, dispnea, lussazioni, diabete, dispepsia nervosa, diarrea, enfisema, epilessia, catarro gastrico, ulcera gastrica, coliche epatiche, insonnia, prurito, lombaggine, malaria, mania e pazzia, meningite, spasmi muscolari, nevralgie, ninfomania, pleurite, polmonite, pericardite, peritonite, coliche renali, reumatismi, shock, tetano, uremia, vaginismo, vomito in gravidanza, ecc.'
I decenni a cavallo dei due secoli sono il periodo della massima diffusione della morfina. Spesso ma non sempre, all'origine della dipendenza sta una prescrizione medica. La morfina si trasforma impercettibilmente da farmaco in droga, e i "morfinomani" non si moltiplicano solo fra i poeti, gli scrittori, gli attori e le signore di facili costumi (come si diceva una volta), ma anche fra i medici, gli alti ufficiali, e le dame dell'alta società.' Non per niente a Parigi si vendono preziose siringhe in oro smaltato firmate dal grande Fabergé. Solo qualche grosso nome dell'epoca, tanto per dare un'idea di chi prende la morfina: il "cancelliere di ferro" Ottone di Bismarck, di cui si dice che si faccia sempre un'iniezione prima di fare un discorso al Reichstag, Richard Wagner, la cui musica evoca per Baudelaire ": vertiginosi concepimenti dell'oppio", l'imperatore Massimiliano del Messico, il re d: Danimarca, l'arciduca Rodolfo d'Asburgo, scrittori come Heinrich Heine,

Antor_ Cechov e Hans Christian Andersen, o come Guy de Maupassant, che prende d: tutto, dalla cocaina all'etere, e Jules Verne, che inneggia alla morfina salvatrice da dolori di una vecchia ferita ("Fai entrare cento volte in me il fine ago..."), medici come Ilja Metchnikoff, lo scopritore della fagocitosi, o William Halsted dell'Università Johns Hopkins, uno dei padri della chirurgia moderna, il filosofo Herbert Spencer, il prefetto di Parigi Lépine, l'esploratore Charcot, il generale Boulanger, che viene scoperto a farsi un'iniezione proprio nei giardini dell'Eliseo... La morfina iniettata introduce un nuovo problema, molto più seno di quello della dipendenza. Le iniezioni sono effettuate senza il minimo rispetto delle regole di igiene. Le soluzioni sono preparate alla bell'e meglio, dato che in genere in farmacia si compra l'alcaloide in polvere. Siringhe e aghi vengono portati in giro per l'uso in sacchetti di stoffa, astucci di velluto, o altri contenitori non sterili e non sterilizzabili. La stessa igiene personale è - per ragioni pratiche - deplorevole. Il risultato non può che essere tragico, se anche un medico come Ernest Chambard - autore di Le.r morphinomanes - morirà di tetano dopo essersi praticato un'iniezione di morfina. Naturalmente, nell'ignoranza del tempo tutte queste complicazioni infettive - ascessi, endocarditi, setticemie, tetano, ecc. - della mancanza di igiene vengono attribuite direttamente all'azione della morfina...