La coltivazione del papavero |
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| La coltivazione del papavero Il papavero è attualmente coltivato - legalmente o illegalmente - in moltissimi paesi dei cinque continenti. Salvo che nei climi polari, può crescere bene praticamente dappertutto. In genere, i terreni buoni per i cereali lo sono anche per il papavero. I grandi nemici del papavero sono il gelo, la grandine e la siccità. Nei climi temperati la semina avviene in primavera, appena possibile, o anche in tardo autunno, se nell'inverno è garantita la neve, che proteggerà i semi dal gelo. La pianta fiorisce fra inizio maggio e fine giugno. Nei climi tropicali, per esempio in India e nel sud-est asiatico, la semina si fa in ottobre-novembre e il raccolto in febbraio-marzo. Quando le pianticelle sono alte pochi centimetri, il campo viene sfoltito una prima volta, lasciando solo file ben distanziate. Dopo circa tre mesi dalla germinazione la pianta raggiunge la maturità e fiorisce. Pochi fiori sono più belli e delicati dei papaveri - un filo di vento li fa muovere leggeri come farfalle. Durano solo pochi giorni, poi i petali cadono e resta la capsula, che nel giro di un paio di settimane cresce fino alle dimensioni di un uovo di piccione, di gallina o - per esempio in Turchia, dove i papaveri sono molto alti e robusti - anche più. In Europa il papavero da oppio è ampiamente coltivato - in Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Russia, Ungheria, Bulgaria, Germania, Francia, Olanda, Spagna, ecc. - soprattutto per i semi commestibili, molto usati per decorare e insaporire il pane e i dolci. Dai semi si estrae un olio usato per cucinare, per dipingere (l'olio di papavero è considerato fin dal Rinascimento migliore dell'olio di lino) e, un tempo, per le lampade. Le caratteristiche capsule dei papaveri sono presenti in ogni composizione di fiori secchi. Naturalmente, oltre che per i semi, grandi coltivazioni legali di papavero da oppio sono fatte per l'industria farmaceutica. Le più importanti sono quelle dell'India, Australia (Tasmania), Francia, Turchia e Spagna. India e Tasmania hanno le coltivazioni più estese e i rendimenti più elevati per ettaro. Un tempo, per estrarre gli alcaloidi, si partiva sempre dall'oppio, e un ettaro coltivato a papaveri può produrne da meno di 10 a più di 50 kg. L'oppio grezzo contiene dal 2% al 20% e più di morfina, e da questo punto di vista, il più ricco era quello turco. Dico "era" perché oggi in Turchia e in quasi tutti gli altri paesi che coltivano il papavero per la produzione di alcaloidi non si raccoglie più l'oppio. Sia perché la mano d'opera costa più cara, sia perché si vogliono minimizzare i rischi di diversione della droga verso il mercato illegale, invece di estrarre l'oppio si raccoglie l'intera capsula del papavero, dopo averla Lasciata seccare sulla pianta. Il coltivatore ha il diritto di aprire le capsule per Prelevarne i semi, ma fatto ciò deve venderle a un'industria farmaceutica autorizzata. Le capsule secche vengono chiamate "paglia di papavero", e offrono La massima resa in morfina, superiore a quella dell'oppio. La paglia di papavero si può raccogliere manualmente, come ancora avviene in Turchia, oppure con speciali macchine agricole, come in Tasmania. Fra i paesi che coltivano il papavero legalmente per l'industria farmaceutica, solo l'India segue ancora il metodo tradizionale di raccolta manuale dell'oppio., Circa 170.000 famiglie di contadini, negli stati del Ràjasthàn, Madhya Pradesh e Uttar Pradesh, coltivano il papavero con una speciale licenza. L'oppio viene ritirato a un prezzo prefissato dal governo indiano, che controlla gli stabilimenti di lavorazione. 3 Negli ultimi anni, per far fronte alla domanda, l'India - dopo anni di riduzione - ha aumentato la superficie coltivata: nel 19961a produzione legale ha raggiunto le 849 tonnellate di oppio e nel 1997 le 1.341 tonnellate4. La raccolta tradizionale dell'oppio è un lavoro lungo e impegnativo. I papaveri di un campo non fioriscono tutti insieme, e il lavoro si svolge quindi nell'arco di molti giorni. Il momento migliore per estrarre l'oppio arriva qualche giorno prima della piena maturazione della capsula. Le capsule vengono incise leggermente a una a una con uno speciale coltellino (chiamato in India nashtaro nurnee) costruito legando insieme tre, quattro o più piccole lame appuntite, che danno quindi, con un solo movimento, più incisioni parallele lungo le quali sgorgano immediatamente piccole gocce lattiginose: l'oppio. Le goccioline si rapprendono rapidamente, e nel giro di poche ore l'oppio diventa denso e pastoso. Dal biancolatte vira al rossiccio e poi al bruno scuro. Le incisioni si fanno in genere nel pomeriggio, perché la temperatura più fresca della sera rallenta l'addensamento del lattice e quindi aumenta al massimo la resa di ogni capsula. La mattina dopo l'oppio viene raccolto. Ogni capsula viene raschiata delicatamente con una specie di larga spatola a mezzaluna, sulla cui lama man mano si accumula l'oppio. Una capsula dà pochi centigrammi di oppio, e ci vogliono quindi molte ore di lavoro per raccoglierne una quantità significativa. In Turchia, negli anni '60, erano necessarie circa 72 ore di lavoro per raccogliere 1 chilogrammo di oppio. L'oppio fresco viene compattato in grosse bocce o pagnotte, avvolte in foglie di papavero o di altre piante, e immediatamente consegnato ai centri di raccolta. |
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Coltivazioni illegali e usi tradizionali dell'oppio -- Acetosella Rumex acetosa -- Acacia robinia pseudoacacia -- Argyreia nervosa HBWR -- Acorus Calamus -- Aglio orsino / degli orsi -- Agrifoglio -- Aglio Alium sativum -- Agnocasto -- Alchechengio -- Alchemilla -- Alfa Alfa Erba medica -- Aloe -- Altea -- Amamelide virginica amamelis -- ANANAS -- Angelica -- Anice Verde -- Appio sedano selvatico -- Anadenanthera Colubrina Yopo -- Arundo Donax -- Aristolochia clematitis -- Arnica (arnica montana) -- Artemisia -- Avena sativa comune -- bardana ARCTIUM LAPPA -- Basilico -- Basilico basilicum -- Berberis vulgaris Crespino -- Betonica Officinalis -- Betulla -- Biancospino -- Brugmansia -- Canna da Zucchero -- Cannabis -- Canna Gentile -- Calendula officinalis -- Camomilla -- Camellia sinensis Te The -- Cannella -- Carcadè / carcade -- Carciofo -- Catha edulis Khat -- CICUTA Conium maculatum -- Coffea arabica Caffè -- Damiana turnera afrodisiaca -- Dente di Leone Tarassaco -- Echinacea -- Edera -- Efedra Ephedra sinica -- Equiseto code di cavallo -- Eucaliptus Eucalipto -- Euphrasia Eufrasia officinalis -- Kratom Mitragyna speciosa -- Felce dolce -- Genziana -- Iperico -- Ipomea Violacea -- Issopo -- Ippocastano Castagno d india -- Lantana -- Lavanda -- Lichene d islanda -- Limone -- Liquirizia -- Luppolo -- MAGGIORANA -- Melissa -- Menta -- Mirtillo -- Mirto -- Mughetto -- nepeta cataria -- ortica dioica -- Papavero sonnifero Oppio -- Peganum Harmala Ruta siriaca sirian rue -- Passiflora incarnata -- Pepe Piper nigrum -- Rivea corymbosa Ololiuqui -- Ulivo Olea -- Rosa canina
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