Eroina-Oppioidi di sintesi

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  EROINA OPPIO OPPIACEI -Oppioidi di sintesi  

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Gli oppioidi naturali e semisintetici
L'oppio contiene circa venti alcaloidi. Il termine "oppiacei" si riferisce però solo a quelli con azione analgesico-narcotica, di cui il più importante è la morfina, che è ancora oggi l'analgesico per eccellenza e lo standard con il quale si confrontano gli altri farmaci contro il dolore. Il nucleo chimico comune a tutti gli oppiacei è il cosiddetto nucleo fenantrenico. La molecola della morfina ha una complessa conformazione tridimensionale che non può essere ben rappresentata dalle convenzionali formule di struttura . L'idromorfone è un derivato della morfina, più potente e più attivo per via orale. Da anni non è più in vendita in Italia, ma è ancora molto usato in altri paesi. Nell'oppio si trovano piccole quantità (circa l0 0,2%) di un altro alcaloide a struttura fenantrenica, la tebaina: ha scarsa azione analgesica, e non è mai usata direttamente, ma è il precursore di molti analgesici semisintetici (tra cui l'ossicodone l'ossimorfone e il già citato idromorfone) e dell'antagonista naloxone. Anche la codeina è presente nell'oppio in piccola o percentuale: è uno dei più efficaci calmanti della tosse e un analgesico di media potenza, spesso usato insieme ad analgesici antinfiammatori come l'acido acetilsalicilico o il paracetamolo. I due gruppi ossidrilici OH in posizione 3 e 6 sono sostituiti paracetamolo con cui ha un nel caso dell'eroina effetto sinergico. Le enormi quantità richieste
dall'industria farmaceutica sono ottenute per metilazione della morfina. La diacetilmorfina o eroina si ottiene facendo reagire la morfina con l'anidride acetica. I suoi effetti sono simili a quelli della morfina, ma è 2-3 volte più potente. Sintetizzata da C.R. Wright nel 1874, sulla base dei primi studi non fu ritenuta particolarmente interessante, ma diventò invece famosa più di vent'anni dopo, nel 1898, quando la ditta tedesca Bayer - la stessa che aveva appena brevettato l'acido acetilsalicilico apsirina - la lanciò sul mercato con il nome commerciale di Eroina, pubblicizzandola molto come "il calmante della tosse". L'eroina fu usata anche per la disassuefazione dalla morfina, ma ben presto ci si avvide che (a differenza di quanto avverrà per il metadone) essa non offriva alcun vantaggio. L'eroina ebbe grande successo. Uno dei suoi punti forti come anti-tosse era il miglior margine terapeutico rispetto alla codeina, e per anni - cosa comprensibile visti i bassi dosaggi prescritti e la somministrazione orale - non si riconobbe neanche la sua capacità di determinare dipendenza. Infine, sempre a partire dalla tebaina, sono anche stati sintetizzati analgesici estremamente potenti: per esempio l'etorfina circa mille volte più potente della morfina, e 1'acetorfina, ancora più potente. Nessuno di questi viene oggi usato in medicina, ma la possibilità di una loro comparsa sul mercato illegale non si può escludere per il futuro. Con il piccolo problema che dosare correttamente sostanze attive a frazioni di milligrammo sarebbe impossibile nelle condizioni del mercato nero, e i rischi di overdose salirebbero alle stelle.
Gli oppioidi di sintesi

La ricerca di un analgesico non generatore di "dipendenza" - e l'obiettivo politico di fare a meno dell'oppio - hanno portato a grandi sviluppi nella ricerca di sostituti della morfina totalmente sintetici. Ne sono stati prodotti moltissimi, ma solo una dozzina circa sono entrati nell'uso. Nessuno è stato comunque in grado di sostituire definitivamente la morfina. Fra i più importanti, alcuni sono agonisti puri, come il metadone, la destromoramide, il fentanyl. Altri sono agonisti parziali, cioè capaci di attivare solo limitatamente i recettori, come la buprenorfina oppure agonisti-antàgonisti, cioé agonisti a livello di un tipo di recettori e antagonisti a livello di un altro, come la pentaZocina. Il metadone è un potente analgesico, molto attivo anche per via orale, a lunga durata d'azione, che oggi è - come tutti sanno - molto usato anche nella terapia di mantenimento o nella disassuefazione graduale delle persone dipendenti da eroina. La mepedrina o petidina è un derivato fenilpiperidinico dotato di azione molto simile ma non identica alla morfina, con minor capacità di provocare stitichezza. Molto usata nel dolore postoperatorio e, a preferenza della morfina, nelle coliche biliari, se somministrata a lungo in dosi elevate può determinare effetti eccitatori indesiderabili sul SNC - dai tremori alle convulsioni - per l'accumulo di un metabolita tossico. Il fentanyl, un altro derivato fenil-piperidinico, è un oppioide di sintesi 80-100 volte più potente della morfina come analgesico. Come i suoi analoghi sufentanyl e alfentanyl, è molto usato (generalmente in associazione con un neurolettico) come alternativa ai tradizionali anestetici, per esempio in cardiochirurgia. È anche usato sotto forma di lecca-lecca come analgesico postoperatorio per i bambini, e da qualche anno è disponibile in cerotti a lento rilascio per la terapia del dolore cronico. Derivati artigianali della meperidina e del fentanyl (designer drugs) sono già comparsi sul mercato clandestino, in qualche caso con risultati disastrosi.' Alcuni di questi derivati - p.es. il 3-metilfentanyl - sono migliaia di volte più potenti della morfina. Gli antagonisti puri. Come abbiamo visto, un antagonista si lega ai recettori in competizione con i normali agonisti, ma a differenza di questi non ne provoca l'attivazione, e anzi,

rendendoli indisponibili a un eventuale il naloxone e il naltrexone. Il naloxone (Narcan") è un antagonista dotato di altissima affinità per i recettori ~i: ciò vuol dire che esso può ,,cacciare rapidamente la morfina o l'eroina eventualmente già legata ad essi, portando alla rapida cessazione degli effetti del farmaco. Nel sovradosaggio (overdose) da eroina, il Narcan è un vero farmaco salvavita.agonista, di fatto li blocca. Gli antagonisti si ottengono modificando chimicamente un agonista, in modo che la parte che serve per il legame col recettore resti intatta, mentre viene alterata la parte necessaria per l'attivazione. Per esempio, dalla morfina si ottiene la nalorfina dall'ossimorfone si ottengono

 

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