Giusquiamo
Hyoscyamus niger - Hyoscyamus albus
Anche se sono state formulate molte teorie sul motivo per cui questa pianta fosse dedicata a Belenos, dio celtico del sole, i pareri degli studiosi non concordano.
Questa solanacea di origine orientale è facile da trovare su terreni poveri di sostanze nutritive. Riesce a crescere fino a mille metri di quota ed è diffusa in molte parti d'Europa.
Come altre piante della famiglia, anche il Giusquiamo contiene delle sostanze allucinogene e tossiche. Negli organi di questa particolare specie sono contenuti due alcaloidi che hanno proprietà psicoattive chiamati la scopolamina e la hyoscyamina. Questi due composti provocano delirio, dilatazione delle pupille, allucinazioni e stati alterati di coscienza. E' utile sottolineare che gli estratti del Giusquiamo hanno anche degli intensi effetti calmanti.
E' molto probabile che i druidi ne abbiano fatto uso nei loro riti divinatori ma anche per scopi decisamente meno nobili dato che la pianta è altamente velenosa. Si ritiene che queste persone avessero una conoscenza approfondita delle piante nocive, delle loro parti e delle preparazioni atte ad esaltarne selettivamente i principi tossici. Conoscevano bene la Sardonia, o Ranuncolo tossico (Ranunculus scleratus), i cui fiori e foglie forniscono un potente veleno che agisce sui sistemi respiratorio, circolatorio e digerente provocando spasmi e contrazioni (da cui è derivata l'espressione "risata sardonica"). Strabone fa giungere fino ai giorni nostri la notizia che i guerrieri celtici lo usavano per togliersi la vita evitando così di venire presi vivi dai romani. I semi di Tasso, la Belladonna (Artropa belladonna, da cui si estrae l'atropina), l'Elleboro (Helleborus niger ed Helleborus foetidus, da cui si ricava un principio cardiorilassante e narcotico), lo Stramonio (Datura stramonium, che contiene hyoscyamina, scopolamina e atropina), l'Iperico (gen.Hypericum, eccitante, vulnerario ed antielmintico) e l'Ovulo malefico (Amanita muscaria, contenente muscarina), venivano usati dai druidi con perizia tale da provocare selettivamente gli stati di rilassamento, di delirio, di ipnosi oppure la morte. Si sa che i guerrieri celtici intingevano speso le armi nelle pozioni druidiche che concentravano le sostanze tossiche di varie piante. Nella medicina contemporanea si usano normalmente gli estratti del Giusquiamo per alleviare i sintomi di alcune malattie psichiche. Suscita una certo interesse il fatto che questa pianta, dedicata dai Celti al dio del sole Belenos, fosse consacrata dai romani al suo omologo latino Apollinaris. Curiosamente un uso simbolico del Giusquiamo è arrivato fino ai giorni nostri: in Carnia lo si piantava nelle vicinanze delle stalle per tenere lontane le vipere.
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